Scoutismo è Vita:


Rosanna nasce a Triggiano il 28-06-1954, terza figlia di Gennaro e Teresa Lagioia.

Molto unita alle sorelle: Maria e Rita, sin dai primi anni della sua vita esprime quella che sarà la dominante del suo carattere: l’ottimismo solare di chi ama far bene ogni cosa.

Sin da piccola è stretta collaboratrice della madre in ogni faccenda di casa, specie quando il da fare richiede impegno ed ingegno.

Operosa non disdegna di cimentarsi in attività che a quell’epoca sono ritenute di esclusivo appannaggio del sesso forte: sportiva e tifosissima è per la “vis polemica” nei momenti in cui sono a confronto tesi diverse.

E’ nel suo forte raccordo con il fratello Sebastiano, di tre anni più grande, che scopre la voglia di “giocare allo scoutismo”; appena diciassettenne frequenta il reparto dell’Associazione Guide Italiane (A.G.I.) di Rutigliano, alla scuola di Antonietta Suglia, per un periodo di tirocinio al termine del quale aderirà allo Scoutismo.

L’anno successivo, nel settembre del ’71, fonda lo scoutismo femminile a Triggiano.

In quegli anni ama riferirsi nel suo lavoro associativo a quelle che ritiene sue maestre: Rosaria Carlucci di Molfetta e Rosa Serrone di Giovinazzo, impegnatissime capo dell’A.G.I.

Assume il ruolo di Capo Reparto dell’ ”Alfa Centauri”: il primo reparto femminile di Triggiano, coadiuvata da Rosa Minuto; a Lei si legano le prime caposestiglia: Annamaria, Menuccia, Rita e Stella; è per esse punto di riferimento.

Nel ’74, alla nascita dell’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (A.G.E.S.C.I.), è parte attiva nella costituzione del gruppo di Triggiano, assumendo il ruolo di capofila della parte femminile. I suoi rapporti con le responsabili regionali dell’A.G.I. e la viva intesa con la Comunità Monastica, presente nel contesto dell’Opera Pia “Addante – Fallacara” a Triggiano; fanno di lei la garante nella formazione del primo gruppo associativo “misto” (costituito da uomini e donne) impiantato nella realtà di una città ancorata ad una vita sociale in cui, fuori dall’ambita familiare, vige la netta separazione dei sessi.

Si ritiene che il grande contributo dato dall’A.G.E.S.C.I. in quegli anni al progresso di Triggiano ed all’evoluzione di abitudini e costumi fu possibile grazie alla gioiosa serenità di Rosanna.

Nello stesso anno viene eletta Responsabile della Zona di bari in diarchia con Luigi D’Erazza: è la prima Responsabile della Zona A.G.E.S.C.I. di Bari. Ricopre tale incarico per un triennio; in questo ruolo si impegna con rigore ed intensità acchè l’unificazione tra scoutismo maschile e femminile in Terra di Bari si sviluppi in modo armonico, evitando che i più “vecchi” gruppi maschili dell’A.S.C.I. (Associazione Scouts Cattolici Italiani) annientino le realtà A.G.I. preesistenti l’unificazione associativa.

Intanto assume l’incarico di Capo Gruppo dell’A.G.E.S.C.I. di Triggiano, unitamente a Tonio Mazzei, Capo Gruppo maschile.

Intuisce, quindi, che è tempo di avviare un serio lavoro finalizzato allo sviluppo del “roverismo” a Triggiano; che è necessario porre grande impegno perché il Gruppo Scout di Triggiano sviluppi un nuovo progetto per l’educazione dei giovani e delle giovani, che la vecchia A.S.C.I. a livello locale non aveva ancora sviluppato con sufficiente approfondimento e rigorosità.

Per questo decide di frequentare i campi scuola associativi in cui si forma per dar vita, al primo clan – fuoco misto dal nome “Aria Rossa”; sono questi anni di forte impegno ed animazione con gran voglia di concorrere al “cambiamento” di Triggiano.

ConferitoLe dall’Assemblea Regionale l’incarico di Consigliere Generale per il biennio 1976 – 1977, pone al servizio dell’Associazione quanto aveva avuto modo di maturare nella sua militanza in sede locale e nelle strutture territoriali.

Dopo la morte del suo babbo si dedica con abnegazione agli studi universitari di ingegneria e si vede costretta ad astenersi dall’impegno attivo in Associazione, pur rimanendone collegata. Nell’89 sposa il suo Michele.

Gli studi e la sua professione, vissuta con intensità e passione, fanno di Lei la prima donna ingegnere in Triggiano; profonde nel suo lavoro tutto quello che lo Scoutismo Le aveva insegnato: l’applicazione delle tecniche, il rispetto per la natura, l’osservazione e l’ascolto, il gusto per le cose ben fatte.

In effetti non cessa di essere “scout” a disposizione degli altri, operando nella Città e ponendosi a servizio delle Istituzioni e della gente.

Numerosi gli interventi di carattere professionale in tema di opere pubbliche e di pubblico interesse: Sua l’idea della ristrutturazione del vecchio salone del Convento dei Cappuccini in San Francesco a Triggiano, con dotazione di aule catechistiche per la Parrocchia; suo il progetto di risistemazione del centro “Don Vitangelo Dattoli” alla Chiesa Matrice; suo, ancora, il progetto della Base Scout “Giampiero Degennaro” a Cassano Murge, in cui tanti di noi si sono formati.

In campo professionale sviluppa il metodo che predilige: la cura dei particolari, il lavoro al dettaglio e lo sviluppo accurato del “progetto”; di fatto introducendo una significativa innovazione rispetto agli usi del tempo.

Lavora per la perfezione, obiettivo sempre all’orizzonte della sua esistenza, raggiungendo ottimi risultati nel lavoro e nella vita quotidiana.

E’ colpita da un male incurabile nei primi mesi del 2003 mentre è alle prese con il progetto della nuova Chiesa della Parrocchia “San Giuseppe Moscati” in San Lorenzo, inserita nel progetto di complemento della cosiddetta “zona 167” di Triggiano, attuarsi mediante un piano urbanistico da Lei redatto, denominato “Torre di Perris”.

Anche durante la sua malattia non si perde d’animo, esprimendo appieno il suo carattere forte e generoso ed affronta con determinazione ogni sofferenza, mai prima di fede e speranza.

Amando la sua vita, strettamente innestata nel Cristo dell’Eucarestia, senza paura ha attraversato la “valle oscura” fino al suo ritorno alla Casa del Padre il 24.11.2003.

Il suo impegno associativo e professionale, l’amore per lo scoutismo, per i suoi cari, il senso di gratuità della sua vita, la sua disponibilità ed il suo ottimismo fanno di lei un esempio per le ragazze e le giovani di questa Città.

E’ a Lei che la Comunità dei Capi del Gruppo Triggiano 3 ha inteso intitolare questa nuova formazione associativa che vuole porsi a servizio della Città, sicuri che la vita “scout” di Rosanna ha indotto un valido contributo al raggiungimento di questo traguardo.